Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Architect-Inspector, Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte
Thesis Title: La restituzione delle scaenae frons: un confronto in ambito microasiatico per lo studio del Teatro di Hierapolis di Frigia
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Donatella Ronchetta
Francesco D'Andria |
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Il proposito di comprendere il valore della restituzione architettonica quale strumento di ricerca e di presentazione dei risultati è nato dall’opportunità di confrontarsi, in prima persona, con un monumento come il teatro romano di Hierapolis di Frigia; questo, seppure già oggetto di lunghi studi e di una ipotesi schematica di restituzione, necessitava di ulteriori indagini di dettaglio.
La restituzione occupa un ruolo privilegiato già negli studi del Rinascimento, in particolare come interpretazione ricostruttiva delle fonti letterarie antiche; è soltanto dopo le grandi scoperte archeologiche avvenute tra il XVIII e il XIX secolo tuttavia, grazie soprattutto agli envois de Rome, che diviene lo strumento fondamentale dello studio dell’architettura antica. Dopo questo secolo di grande fortuna, connotato però da una attenzione sbilanciata verso la belle image e dal gusto architettonico contemporaneo, si sviluppa nel XX secolo una forma di diffidenza verso le rappresentazioni restitutive e una loro semplificazione grafica. La restituzione dei monumenti antichi diviene invece talvolta strumento di propaganda, come emerge ad esempio dalla vasta produzione di plastici restitutivi collegata alle celebrazioni fasciste del Bimillenario Augusteo. Con la fine del Novecento, e le applicazioni della tecnologia informatica nell’ambito dei beni culturali, si assiste ad un ritorno dell’uso della restituzione come strumento conoscitivo e divulgativo, sotto forma di simulazione virtuale.
Il tipo dei teatri romani microasiatici, cui appartiene il Teatro di Hierapolis, è peraltro significativo sia perché questi edifici sono estremamente numerosi e presentano caratteri architettonici e costruttivi riconoscibili, sia perché, a causa di dinamiche storiche di tipo insediativo, il materiale antico appartenente alle scaenae frons conservatosi sino a oggi in opera o in crollo, è molto consistente sia dal punto di vista numerico sia da quello qualitativo. Sulle restituzioni delle scaenae frons di questi teatri si è quindi svolta una analisi cronologica, cercando di evidenziare per ognuna i tempi delle indagini, il metodo utilizzato dagli autori e gli strumenti di comunicazione dei risultati. Si è delineata così una storia delle proposte restitutive, nella convinzione che le ipotesi, una volta pubblicate, tendano ad assumere una credibilità quasi pari a quella degli edifici reali, condizionando in maniera decisiva tutte le ricerche successive.
Si è poi affrontato lo studio della frontescena del Teatro di Hierapolis di Frigia, un monumento indagato per cinquant’anni dai membri della Missione Archeologica Italiana di Hierapolis di Frigia fondata da Paolo Verzone in seno al Politecnico di Torino. Le pubblicazioni sulla frontescena ipostile riguardano soprattutto i rilievi a soggetto mitologico, l’apparato statuario e le epigrafi dedicatorie; poco o nulla è stato finora pubblicato sulla articolata struttura architettonica dell’inizio del III secolo d.C.. Questo nonostante la grande consistenza del materiale antico, conservato in crollo all’interno della cavea fino agli ultimi decenni dello scorso secolo e in seguito ricollocato in un piazzale antistante il Teatro.
Nella tesi si è quindi ricostruita la storia degli studi che hanno interessato il monumento, e la scaenae frons in particolare; dalle descrizioni dei primi viaggiatori sino alle indagini più recenti, consultando materiale depositato presso l’Archivio e la Direzione della Missione e arrivando a definire lo stato della conoscenza. Si è poi formalizzato un metodo di analisi degli elementi architettonici che è stato applicato nella restituzione del primo ordine della struttura ipostile, con l’indicazione della posizione esatta della gran parte degli elementi conservati. Infine, dall’analisi puntuale del materiale antico, e in particolare della decorazione architettonica, sono emersi alcuni dati utili a comprendere le dinamiche fondamentali del complesso cantiere edilizio e decorativo della prima età Severiana.
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